
Quando si parla di iperammortamento si intende la maxi deduzione sul costo legato all’acquisto di beni strumentali da parte delle imprese che hanno l’opportunità di scontare gli importi investiti grazie alla diminuzione dell’imponibile su IRES, IRPEF e IRAP. Questa misura è stata reintrodotta dalla Legge di Bilancio 2026, era stata in vigore dal 2017 al 2019, e consente alle aziende di ottenere uno sconto fiscale maggiorato sulle spese sostenute per acquistare macchinari, robot, software e gli impianti per autoprodurre energia. Sotto questo aspetto, l’iperammortamento va a sostituire con un meccanismo differente Transizione 4.0 e Transizione 5.0 che prevedevano il ricevimento di un credito d’imposta in compensazione tramite la presentazione dell’F24.
Invece, questo incentivo permette alle attività imprenditoriali di non attendere i rimborsi per le quote di investimenti spese, ma avere una riduzione diretta della base imponibile con aliquote favorevoli.
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Tabella dei Contenuti
Iperammortamento 2026 come funziona
Iperammortamento significato: si tratta di un’agevolazione che consente alle imprese di ridurre l’imponibile fiscale dichiarando quote di ammortamento superiori rispetto al costo effettivo dei beni strumentali acquistati. Le caratteristiche di questa misura sono:
- il vantaggio fiscale copre gradualmente l’intero periodo di vita dell’acquisto, favorendo le aziende con incassi stabili e continuativi;
- il calcolo dell’imposta avviene sul periodo precedente, spostando il beneficio al momento del saldo;
- la reintroduzione di software, piattaforme e modelli digitali funzionali tra i metodi agevolabili da iper ammortamento.
Gli investimenti in beni nuovi devono essere effettuati per le strutture produttive aziendali poste sul territorio italiano. Gli importi agevolati sono cumulabili con altri incentivi riguardanti i beni strumentali come ZES unica e Nuova Sabatini, ma queste non devono coprire le stesse quote di investimento e non far superare i costi sostenuti dalle aziende.
Iper ammortamento requisiti
Per accedere all’iperammortamento è necessario essere titolari di reddito d’impresa e non importano:
- la forma giuridica e la dimensione dell’azienda come società di capitali, società di persone o imprese individuali, mentre le aziende agricole seguono un percorso separato;
- il regime fiscale adottato, ordinario o semplificato.
Le aziende devono essere anche in regola con il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei loro dipendenti, rispettare le norme di sicurezza sul luogo di lavoro e non essere oggetto di sanzioni interdittive, procedure di fallimento, liquidazione volontaria o coatta amministrativa, concordato preventivo senza la continuità d’impresa.
Iperammortamento beni strumentali agevolabili
Sono tre le categorie di beni strumentali, prodotti sia nei Paesi dell’Unione Europea che in quelli che aderiscono allo Spazio Economico Europeo ed extra europei, che l’iperammortamento 2026 sconta fiscalmente alle imprese che li hanno acquistati e sono:
- i beni materiali nuovi strumentali presenti nell’Allegato IV della Legge di Bilancio 2026, come ad esempio robot collaborativi, macchine a controllo numerico, sistemi di logistica automatizzata, stampanti 3D industriali, sensori IoT;
- i beni strumentali nuovi immateriali, elencati nell’Allegato V della Legge di Bilancio di quest’anno come software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali che sono utili per la trasformazione tecnologica delle aziende;
- i beni materiali che consentono l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo dell’impresa.
Gli investimenti su questi beni sono agevolati entro la soglia massima dei 20 milioni di euro per ogni periodo di imposta, anche se non è ancora chiaro se il tetto è annuale o per il triennio 2026-2028.
Esempi di iperammortamento calcolo
L’iperammortamento è un incentivo fiscale che consente alle aziende di dedurre un valore maggiorato degli investimenti in beni strumentali nuovi, facilitando l’ammodernamento tecnologico. Il calcolo varia in base all’importo dell’investimento, suddiviso in tre scaglioni:
- Investimenti fino a 2,5 milioni di euro – 180%. Per un bene acquistato per 1 milione di euro, l’iperammortamento permette di considerare 1,8 milioni ai fini fiscali (1.000.000 × 180%). Questo significa che la quota di ammortamento deducibile è molto più alta rispetto al valore reale dell’investimento.
- Investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro – 100%. Per un investimento di 5 milioni di euro, il beneficio fiscale dell’iperammortamento si riduce al 100%, quindi il valore fiscalmente rilevante resta 5 milioni. L’incentivo permette comunque di usufruire della deduzione ordinaria senza maggiorazione.
- Investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro – 50%. Per un bene da 12 milioni di euro, la maggiorazione è pari al 50%, portando il valore fiscale a 18 milioni (12 milioni + 50% di 12 milioni). Questo scaglione agevola ancora gli investimenti di grande entità, seppur con una maggiorazione più contenuta.
Questi esempi evidenziano come l’iperammortamento incentivi soprattutto le imprese che investono cifre contenute o medie, mentre per grandi investimenti la maggiorazione resta significativa ma proporzionalmente minore. L’ammontare della riduzione del carico fiscale per le imprese dipenderà dall’aliquota IRES e IRPEF applicabile.
Come ottenere iperammortamento?
Le imprese che desiderano ricevere le agevolazioni fiscali legati all’iperammortamento devono trasmettere tutta la documentazione utile al GSE, Il Gestore dei Servizi Energetici, preparando per tempo:
- la verifica sul rispetto dei requisiti di esclusione, ovvero il rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, essere in regola con il pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali dei propri dipendenti e non essere oggetto di sanzioni interdittive o procedure di fallimento;
- l’analisi degli investimenti con un progetto che consente di individuare a categoria di bene agevolabile e la fascia di maggiore in cui ricade la spesa effettuata dall’azienda, decidendo anche di suddividere i costi in più periodi d’imposta per massimizzare il risparmio;
- l’effettuazione delle perizia tecnica iperammortamento da parte di un ingegnere o di un perito industriali con regolare iscrizione all’Albo professionale da concludere prima della comunicazione di completamento;
- la gestione delle 3 comunicazioni al GSE, quella preventiva che avvisa il gestore prima dell’avvio dell’investimento, contenente progetto e stima dei costi, quella di conferma da inviare entro 60 giorni dall’esito positivo della preventiva, avendo pagato un acconto pari al 20 per cento del costo di acquisizione, quella di completamento una volta ultimato l’investimento e composta da perizia asseverata con certificazione di un revisore legale, attestazione di origine dei beni e certificazione contabile degli importi sostenuti.
Infine, le aziende devono conservare tutti i documenti presenti nell’elenco precedente per i 6 anni successivi al periodo d’imposta in cui si completa l’ammortamento fiscale per essere in regola durante i controlli dell’Agenzia delle Entrate.
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