
Il bonus donne è una misura che consiste nell’esonero contributivo in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratrici, previsto prima dal Decreto Coesione, ampliato dal Decreto Milleproroghe e rafforzato economicamente dal recente Decreto Primo Maggio dal Governo. Infatti, il bonus assunzione donne si rivolge a quelle lavoratrici che vengono assunte e che consentono alle imprese che lo fanno di avere uno sconto contributivo totale dalla durata variabile, a seconda del tipo di svantaggio e del profilo professionale della dipendente. Questa agevolazione donne ha come obiettivo di incrementare l’occupazione femminile, rendendo più semplice l’ingresso ed il ritorno nel mondo del lavoro a soggetti che hanno difficoltà a trovare un nuovo impiego da qualche tempo con lo stanziamento governativo con 208,2 milioni di euro per il 2026 e 115,7 milioni di euro per il 2027.
Vediamo insieme come funzionano questi incentivi assunzione donne, quali aziende possono fruirne, quanto dura e come effettuarne la richiesta in base a quello che l’INPS ha precisato in un’apposita Circolare.
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Tabella dei Contenuti
Come funziona il bonus assunzione donne
Le agevolazioni donne disoccupate sono l’esonero contributivo al cento per cento che i datori di lavoro possono richiedere quando assumono lavoratrici con contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale o in somministrazione. I contributi sono pari a 650 euro al mese che diventano 800 euro se il territorio di riferimento è quello ZES unica, ovvero le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria. L’incentivo dura 24 mesi per le disoccupate da 24 mesi e per quelle senza lavoro da 12 mesi se hanno:
- un età anagrafica che supera i 50 anni;
- la residenza in un’area geografica svantaggiata;
- il precedente lavoro svolto in un settore economico con una grande differenza occupazionale tra donne e uomini.
Invece, il bonus donne dura 12 mesi se le nuove dipendenti erano disoccupate da almeno 6 mesi, ma decadono i requisiti della residenza e dell’età anagrafica per accedere al beneficio sullo sconto contributivo INPS, non applicabile per i contratti di apprendistato, il lavoro domestico, il lavoro intermittente o a chiamata e le prestazioni occasionali.
Cosa non rientra nell’esonero contributivo delle agevolazioni donne disoccupate
Questa misura per agevolare le assunzioni donne non coprono tutte le spese versate dal datore di lavoro nella retribuzione delle dipendenti. Infatti, sono esclusi dall’esonero contributivo:
- premi e contributi pagati all’INAIL;
- il contributo destinato al fondo del Trattamento di Fine Rapporto;
- gli importi per i Fondi di solidarietà bilaterali e al Fondo di solidarietà del settore trasporto aereo;
- il contributo dello 0,30 per cento per i Fondi interprofessionali per la formazione continua.
Inoltre, non rientrano nello scontro sui contributi anche le somme che non sono riconosciute ai fini previdenziali o di solidarietà come ad esempio contributo di solidarietà sulla previdenza complementare e quelli per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi.
Le altre decontribuzione sulle assunzioni
Le aziende italiane possono risparmiare sulle buste paga dei nuovi assunti con altre agevolazioni che prevedono decontribuzioni sul costo del lavoro, non cumulabili con il Bonus Donne, come:
- il Bonus Giovani, 500 euro al mese di sgravio contributivo per i giovani under 35 che sono stati assunti regolarmente da almeno 24 mesi, 650 euro se si appartiene alle Regioni ZES;
- il Bonus ZES, 650 euro per i nuovi assunti da 24 mesi over 35 per le imprese con meno di 10 dipendenti che operano nelle Regioni d’Italia svantaggiate;
- il Bonus Stabilizzazione, 500 euro al mese di sconto ai contributi di over 35 che avevano un contratto a tempo determinato in indeterminato se non hanno mai avuto una contrattualizzazione stabile.
Anche questi benefici sono sottoposte ai vincoli sull’incremento occupazionale e sui licenziamenti per consentire alle imprese di accedervi ed ottenere i vantaggi previsti dalle singole misure.
Chi può ottenere il bonus assunzioni donne
Questo incentivo assunzione donne che permette un importante risparmio in busta paga può essere ricevuto dalle imprese italiane private, anche quelle agricole non le PA, che:
- assumono donne svantaggiate a tempo indeterminato dal primo gennaio al 31 dicembre 2026;
- producono un incremento occupazionale netto con i nuovi contratti, ovvero aumentano la loro forza lavoro rispetto all’anno precedente;
- sono in regola con il pagamento dei contributi, possedendo il DURC;
- rispettano le normative sulla sicurezza sul lavoro.
Inoltre, per accedere al bonus assunzioni donne, le aziende devono contrattualizzare le neo assunte rispettando le regole del salario giusto, introdotte recentemente dal Decreto Primo Maggio, e che prevede il riconoscimento della retribuzione base stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento.
Come richiedere gli incentivi assunzione donne
Per ottenere l’esonero contributivo del cento per cento per le neo assunte svantaggiate previsto dal Bonus donne 2026 è necessario che i datori di lavoro presentino l’apposita domanda sul sito web dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale:
- entrando Portale delle Agevolazioni – Bonus Donne 2026;
- accedendovi mediante SPID, CIE o CNS;
- compilando e inviando la richiesta.
A questo punto, le aziende devono aspettare la risposta dell’Ente previdenziale che comunica il provvedimento di autorizzazione con l’importo massimo di sconto applicabile da inserire ogni mese nel flusso UniEmens, seguendo i codici di recupero e le istruzioni operative che saranno indicate in seguito dall’INPS,








