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I fringe benefit per migliorare la vita professionale e personale dei propri dipendenti
Scopri i vantaggi fiscali per aziende e dipendenti dei fringe benefit ed i limiti di spesa per evitarne la tassazione.

Fringe Benefit significato, tassazione ed utilizzo aziendale

Tempo di Lettura: 3 minuti
fringe benefit
Fringe benefit

I Fringe benefit sono beni e servizi che vengono erogati al lavoratore dipendente delle aziende private. Questi benefici sono una forma aggiuntiva alla normale retribuzione ed hanno la caratteristica di non essere in denaro e di non essere tassabili entro un certo limite.

Infatti, nel 2023 i fringe benefit non sono tassati entro la spesa di 258,23 euro per i lavoratori dipendenti senza figli ed entro 3.000 euro per quelli con almeno un figlio.

Invece, i fringe benefit 2024 avranno il limite da non superare per non incorrere nel pagamento delle tasse pari a 1.000 euro per i dipendenti senza figli e di 2.000 euro se il lavoratore ne ha almeno uno, secondo quanto previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2024.

Vediamo insieme come funzionano i fringe benefit, a chi spettano e quali sono i benefici accessori allo stipendio del dipendente privato riconosciuti dalle aziende e come richiederli.

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Tabella dei Contenuti

Come funzionano i fringe benefit

I fringe benefit sono una forma di retribuzione accessoria non in denaro che va a costituire quello che viene chiamato il welfare aziendale, ovvero quell’insieme di benefici erogati dall’azienda privata in favore del lavoratore per migliorarne la vita professionale e personale.

Questi benefit possono essere:

  • un auto aziendale;
  • uno smartphone o altri strumenti tecnologici aziendali;
  • concedere il pagamento in parte o per l’intero valore di indennità, assicurazioni, abbonamento al trasporto pubblico in favore del dipendente ma anche per i familiari;
  • abbonamento in palestra;
  • immobili aziendali concessi in affitto, uso o comodato;
  • prestiti finanziari con agevolazioni;
  • borse di studio.
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I fringe benefit oltre a non essere tassabili entro le soglie precedentemente descritte in questo articolo, non sono oggetto di contribuzione e quindi non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Oltre alle soglie per la non imponibilità fiscale dei benefici accessori in favore dei dipendenti privati, dal 2024 ci sarà la novità dell’inserimento nella Certificazione Unica dei figli che sono a carico del lavoratore, anche se essi non sono coinvolti nelle detrazioni.

Inoltre, i fringe benefit sono un vantaggio per le aziende per i costi deducibili ai fini IRES nei termini di risparmio fiscale e per i dipendenti che usufruiscono di beni e servizi accessori ed ad un guadagno in base allo scaglione contributivo di appartenenza.

Fringe benefit a chi spetta e chi lo riconosce

I fringe benefit possono essere erogati a tutti i lavoratori dipendenti, con contratto stabile o a termine, che siano operai o impiegati, appartenenti ai quadri o ai dirigenti.

Possono beneficiare dei benefici accessori anche:

  • amministratori con contratto da lavoratore dipendente;
  • lavoratori autonomi occasionali;
  • collaboratori CO.CO.CO;
  • chi è considerato lavoratore con reddito da lavoro assimilato come ad esempio gli stagisti.

Non possono avere i fringe benefit i lavoratori statali ed a questi benefici non vengono applicati soglie di reddito o ISEE per la loro erogazione.

I fringe benefit possono essere riconosciuti sotto la forma anche di voucher o buoni acquisto ed il datore di lavoro non è obbligato a concederli al lavoratore ma alcuni di essi possono essere garantiti dai contratti collettivi.

Non c’è una distinzione di settore di datori di lavoro privati che determina la possibilità di fornitura dei fringe benefit, ma tra di essi si possono rientrare, se hanno lavoratori dipendenti, anche gli studi professionali, i pubblici economici e tutti coloro che non effettuano attività commerciale.

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Come calcolare i fringe benefit nella busta paga

Per inserire nella busta paga del datore di lavoro un fringe benefit il datore di lavoro dovrà inserire il costo da lui sostenuto per ogni singola unità di bene o servizio riconosciuto al lavoratore dipendente e dividerlo per dodici.

Il calcolo viene effettuato in questa maniera per ottenere il costo mensile del benefit da inserire nella voce specifica nella busta paga del lavoratore.

Ricordiamo che i fringe benefit hanno delle soglie da non superare per evitare la loro tassazione e, se esse non vengono oltrepassate, non hanno rilevanza nella quantificazione del Trattamento di Fine Rapporto.

Invece, se i limiti descritti vengono superati, il fringe benefit contribuisce alla formazione del reddito con il suo pieno valore.

Come ottenere i fringe benefit

Per richiedere i fringe benefit il lavoratore deve farne comunicazione al datore di lavoro. Nel caso, ad esempio dei dipendenti con almeno un figlio a carico, il lavoratore deve dare il codice fiscale dei discendenti a carico ed in generale, bisogna seguire le modalità di richiesta previste in azienda.

Qualora il figlio, durante l’anno non sia più a carico, il datore di lavoro ha diritto alla restituzione della parte di benefit erogata quando il dipendente non ne aveva diritto.

Infatti, in questa situazione, il dipendente deve darne comunicazione al datore di lavoro che rientrerà delle somme erogate quando il lavoratore non ne aveva diritto nelle buste paga seguenti alla dichiarazione.

Infine, ricordiamo che i fringe benefit sono differenti da quelli che vengono chiamati flexible benefit che sono senza alcuna soglia e non si somma al reddito imponibile del dipendente ma neanche per il reddito previdenziale e sono una forma di welfare aziendale da garantire a tutti i dipendenti.

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I benefit appena citati possono essere rimborsi per le tasse e libri scolastici, viaggi o vacanze, visite mediche per la prevenzione e diagnosi, rimborsi spese, presenti nel comma 2 dell’articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Vedi anche:

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