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Dal 2024 le mamme lavoratrici avranno una busta paga più pesante!
Scopri il Bonus mamme lavoratrici che permette alle dipendenti private con figli di percepire una paga più alta.

Il Bonus mamme lavoratrici: fino a 3.000 euro in busta paga

Tempo di Lettura: 2 minuti
bonus mamme
Bonus mamme

Il Bonus mamme permetterà alle lavoratrici dipendenti di incrementare lo stipendio nella propria busta paga fino a 3.000 euro. La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio del Governo, consiste in una decontribuzione dedicata alle donne con figli che lavorano.

L’incremento sarà possibile grazie alla riduzione dei contributi previdenziali che garantirà alle mamme lavoratrici tale incremento del salario annuo netto.

L’agevolazione ha come obiettivo la conciliazione vita lavoro delle madri, cercando di premiare economicamente le donne che hanno figli.

Vediamo insieme come funziona il Bonus mamme lavoratrici e quali sono i pro ed i contro di questa misura in favore delle donne.

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Tabella dei Contenuti

Come funziona il Bonus mamme

Il Bonus mamme lavoratrici si rivolge alle donne che lavorano con figli con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Tale beneficio è indipendente dal reddito annuo percepito dalle dipendenti e ne sono escluse quelle del settore domestico.

La misura è uno sconto sulle tasse relativamente ai contributi IVS che renderanno economicamente più pesanti le buste paga delle lavoratrici.

Entrando nel dettaglio della decontribuzione essa sarà possibile solo per il 2024 per le madri che hanno due figli. L’esenzione sarà totale per le somme da versare a livello contributivo e che riguardano invalidità, vecchiaia e superstiti a condizione che:

  • uno dei due figli abbia meno di dieci anni di età;
  • la decontribuzione arriva fino a 3.000 euro suddivisi mensilmente nella busta paga.
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Invece, l’agevolazione contributiva è valida per il triennio 2024-2026 per le donne con almeno tre figli. Vale lo stesso discorso delle dipendenti con due figli a livello di quantificazione e tipologia sgravio contributivo, l’unica differenza è che esso è applicabile fino al raggiungimento della maggiore età del figlio più giovane.

I vantaggi e gli svantaggi del Bonus mamme lavoratrici

Il Bonus mamme lavoratrici è un sostegno utile per le madri con contratto da lavoro dipendente, aumentandone lo stipendio netto percepito.

L’agevolazione è molto simile per caratteristiche e sostegno a quella che viene chiamata Ex Bonus Renzi nelle busta paga dei lavoratori.

Questo Bonus può avere degli effetti positivi in termini retributivi, soprattutto se si considera che esso è variabile in base alla fascia di reddito di appartenenza.

Infatti, la decontribuzione porterà ad un importo massimo di 1.700 euro, tra taglio del cuneo fiscale e decontribuzione parziale da ripartire mensilmente per le donne che hanno fino a 27.500 euro di reddito annuo e tale somma aggiuntiva in busta paga rimarrà tale fino ai 35.000 euro percepiti annualmente.

Lo svantaggio principale riguarda le donne escluse dall’agevolazione visto che il bonus si rivolge alle mamme che lavorano nel settore privato e con un contratto di lavoro dipendente, oltre al requisito del numero di figli che non tutte le hanno raggiunto, riducendone la platea delle possibili beneficiarie.

Vedi anche:

Informative Tecniche & Risorse Consulenziali

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