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Al via il 18 dicembre le domande per l'Assegno di Inclusione!
Parte il primo gennaio 2024 la misura a sostegno dei nuclei familiari più svantaggiati. Scopri come richiedere l’Assegno di Inclusione.

Assegno di inclusione: cosa è, come funziona, chi lo riceve

Tempo di Lettura: 4 minuti
assegno di inclusione
Assegno di inclusione

L’Assegno di inclusione è la misura economica che va a sostituire il Reddito di Cittadinanza come sostegno economico a soggetti svantaggiati dal punto di vista finanziario e sociale. Infatti, esso si rivolge a quei nuclei familiari che vivono in condizioni economiche, sociali e professionali disagiate ed hanno al loro interno un disabile, un minore o un anziano con più di sessanta anni, oppure se sono presenti tutti ultra sessantasettenni o altri familiari disabili.

Per poter ottenere il beneficio, gli aventi diritto dovranno iscriversi ad un percorso per l’inclusione sociale e lavorativa che li coinvolgeranno e la sua erogazione avverrà attraverso la Carta di Inclusione.

Vediamo insieme nel dettaglio cosa serve per ottenere l’assegno di inclusione e come richiederlo.

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Tabella dei Contenuti

Assegno di inclusione: come funziona

Per poter accedere all’Assegno di inclusione è necessario avere all’interno del proprio nucleo familiare almeno:

  • un disabile;
  • un minore;
  • un ultrasessantenne;
  • una persona svantaggiata che è all’interno di percorsi di cura ed assistenza sanitaria riconosciuti dalla PA.

Le persone svantaggiate sono quelle che si avvalgono dei servizi rivolti alla disabilità, alle donne vittime di violenza, alle dipendenze, alla salute psicologica ed alle malattie psichiatriche e chi non ha una fissa dimora.

L’Assegno di Inclusione dura al massimo diciotto mesi, rinnovabili per ulteriori dodici mensilità, previa una sospensione di un mese.

Il lavoro dipendente dei familiari è compatibile nel limite dei 30.000 euro lordi all’anno e dei 3.000 euro lordi per il lavoro autonomo e imprenditoriale.

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Assegno di Inclusione: i requisiti

Per poter ottenere l’Assegno di Inclusione, in partenza dal primo gennaio 2024 è necessario:

  • essere cittadini europei o un suo familiare deve avere il diritto di soggiorno, il permesso di soggiorno illimitato UE o la protezione internazionale, residenti in Italia da 5 anni di cui gli ultimi due continuativi senza assenze di più di 2 mesi continuativi o 4 mesi non continuativi in diciotto mesi e soggiornanti in Italia;
  • non essere soggetti a misure cautelari o di prevenzione;
  • non avere condanne definitive per reati relativi agli articoli 444 e successivi del Codice Penale nei dieci anni precedenti alla domanda;
  • nessun familiare deve essere intestatario di autoveicoli superiori a 1.600 cavalli di cilindrata o motoveicoli superiori a 250 cavalli nei tre anni precedenti la domanda a meno che non siano mezzi su cui è applicata l’agevolazione fiscale per i disabili;
  • nessun familiare deve possedere, navi, imbarcazioni o mezzi aerei;
  • ISEE del nucleo familiare al di sotto di 9.360 euro;
  • il reddito familiare deve essere inferiore a 6.000 euro all’anno o a 7.650 euro se la famiglia è composta da tutti ultra sessantasettenni o da più soggetti disabili o non autosufficienti;
  • patrimonio immobiliare al di sotto di 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare al massimo di 6.000 euro, aumentabile di 2.000 euro per componente familiare fino ad un massimo di 10.000 euro, più 1.000 per ogni minore successivo al secondo, 5.000 euro per ogni disabile e 7.500 per ogni familiare con grave disabilità o non autosufficiente.

L’importo dell’Assegno di Inclusione non potrà essere inferiore ai 480 euro al mese e superiore ai 6.000 euro annui, 7.560 euro per le famiglie con disabili gravi e non autosufficienti o con tutti ultra sessantasettenni. A questo importo è possibile aggiungere 3.360 euro annui per pagare l’affitto.

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Assegno di Inclusione: come si calcola

L’importo dell’Assegno di Inclusione è il risultato del prodotto tra le soglie annue di reddito familiare, 6.000 euro o 7.560 euro, ed il parametro della scala di equivalenza.

Tale parametro è pari a 1 per ogni componente del nucleo familiare che può arrivare fino 2,3 se ci sono in famiglia disabili gravi o persone non autosufficienti.

Gli incrementi del parametro della scala di equivalenza sono nello specifico del valore di:

  • 0,50 per ogni persona con disabilità o non autosufficiente in famiglia;
  • 0,40 per ogni persona che ha compiuto o ha più di sessanta anni;
  • 0,40 per ogni persona con carichi di cura;
  • 0,30 per ogni persona inserita in percorsi di cura riconosciuti dalla PA di tipo biologico, psicologico o sociale;
  • 0,15 per ogni minorenne fino al secondo;
  • 0,10 per ogni minorenne dopo il secondo.

Non fanno parte della scala di equivalenza i familiari che sono ricoverati in strutture a carico del pubblico e quelli che hanno interrotto la residenza in Italia.

Assegno di Inclusione: come richiederlo

Dal 18 dicembre è possibile richiedere l’Assegno di Inclusione presentando la propria domanda online sul sito dell’INPS.

Bisognerà munirsi di SPID, CNS o CIE oppure farsi aiutare dai Patronato o dai Centri di Assistenza Fiscale.

Inviata la domanda, i passaggi successivi saranno:

  • iscriversi al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa per dare la possibilità a INPS e forze dell’ordine di fare i controlli;
  • firmare il patto di servizio personalizzato per l’inclusione sociale e lavorativa presso i Centri per l’Impiego per i familiari con età compresa tra i diciotto ed i cinquantanove anni che possono lavorare, con la propria situazione da aggiornare ogni tre mesi per non avere revocato il beneficio.
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I beneficiari dell’Assegno di Inclusione che saranno assunti con contratto a tempo indeterminato, anche part-time, o in apprendistato garantiranno al datore di lavoro un esonero contributivo totale fino a 8.000 euro annui, 4.000 euro per la metà dei contributi esonerabili se il beneficiario dell’ADI viene assunto con contratto a tempo determinato o stagionale.

Pena la fine dell’erogazione del beneficio, i soggetti abili a lavorare devono accettare l’offerta di impiego se:

  • è un contratto a tempo indeterminato;
  • è un contratto a tempo determinato o in somministrazione con il posto di lavoro che non dista più di ottanta kilometri dal proprio domicilio.

Invece, se si hanno figli sotto i quattordici anni tale obbligo vale solo se il posto di lavoro dista al massimo ottanta kilometri dalla propria residenza o centoventi minuti con i mezzi pubblici.

La misura è compatibile con ogni beneficio a sostegno della disoccupazione e per i beneficiari dell’assegno unico per l’anno prossimo bisognerà fare una nuova domanda.

Vedi anche:

Informative Tecniche & Risorse Consulenziali

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