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Proteggi la tua abitazione dai raggi solari con il Bonus tende da sole!
Puoi ottenere fino a 30.000 euro di rimborso IRPEF sulle spese per l’acquisto e l’installazione di dispositivi che proteggono dal sole il tuo edificio.

Il Bonus tende da sole 2024 ottenibile con i bonus edilizi

Tempo di Lettura: 3 minuti
bonus tende da sole
Bonus tende da sole

Il Bonus tende da sole è la detrazione fiscale che i contribuenti possono ottenere se entro il 31 dicembre 2024 eseguono i lavori comprendenti l’installazione di schermature solari o chiusure tecniche mobili oscuranti. Applicando la detrazione IRPEF sulle spese sostenute di Ecobonus e Superbonus si potrà ottenere il rimborso di 30.000 dei costi sostenuti per l’acquisto ed il montaggio di questi dispositivi che proteggono dai raggi solari.

Le spese sostenute saranno calcolate all’interno dei costi sostenuti nei lavori di ristrutturazione e l’efficientamento energetico di Ecobonus o Superbonus.

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche del Bonus tende da sole 2024, le spese ammesse e chi lo può ottenere.

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Tabella dei Contenuti

Chi può usufruire del Bonus tende da sole

I soggetti che possono beneficiare del Bonus tende da sole 2024 sono:

  • i proprietari di immobili residenziali e non, compresi il coniuge e parenti fino al terzo grado;
  • i condomini di un palazzo;
  • chi detiene i diritti reali di godimento sull’immobile su cui si svolgono il lavori edilizi.

Chi sostiene le spese per la detrazione tende da sole deve aver eseguito lavori per l’efficientamento energetico e di ristrutturazione di Ecobonus e Superbonus.

Quali tende da sole si possono detrarre

I dispositivi oggetto del Bonus tende da sole sono quelle a telo avvolgibile, a rullo o frangisole, le veneziane, le schermature o altre strutture fisse interne ed esterne che riparano dai raggi solari. Infatti, queste strutture devono:

  • essere mantenute all’interno dell’involucro edilizio;
  • devono essere poste davanti o dietro una superficie di vetro o delle terrazze come nel caso delle pergole;
  • sono mobili e regolabili.
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Inoltre, chi svolge i lavori edilizi deve rispettare le Leggi in ambito urbanistico, edilizio, di efficienza energetica e di sicurezza ed installarle in fabbricati accatastati o in corso di accatastamento.

Bonus tende da sole 2024: le spese ammesse

All’interno di Ecobonus e Superbonus la detrazione per le spese relative alle tende da sole permette di rimborsare i costi per:

  • la fornitura e la posa in opera dei dispositivi di protezione solare;
  • l’eliminazione di vecchie strutture già presenti e da smontare;
  • 276 euro al metro quadro per dispositivo e l’installazione di strutture meccaniche automatiche;
  • le prestazioni professionali come ad esempio la produzione della documentazione necessaria o la direzione dei lavori;
  • le opere accessorie e provvisionali.

La detrazione è pari al 50 per cento delle spese sostenute ecobonus per un massimo di 60.000 euro di spesa senza la necessità di sostituire gli infissi mentre per il Superbonus devono riguardare i lavori trainanti come l’isolamento termico, la sostituzione degli impianti di climatizzazione estiva o invernale o i lavori per la riduzione del rischio sismico.

Come ottenere il Bonus tende da sole

Per ottenere il Bonus tende da sole 2024 serve:

  • inviare all’ENEA tramite il suo sito internet la comunicazione di fine lavori e di collaudo entro novanta giorni dal loro termine;
  • versare le spese sostenute tramite sistemi tracciabili di pagamento;
  • richiedere l’asseverazione o il certificato del produttore al tecnico;
  • compilare la propria dichiarazione dei redditi, Modello 730 e Modello Redditi Persone Fisiche, in base alla scelta di Ecobonus e Superbonus.

A seguito dei recenti cambiamenti legislativi, non è possibile beneficiare del Bonus tende da sole 2024 tramite lo sconto in fattura o la cessione del credito, ma lo si otterrà in dieci quote annuali dello stesso importo. Inoltre, per evitare problemi con i controlli di Agenzia delle Entrate si dovranno conservare per cinque anni la delibera dell’assemblea condominiale che approva i lavori, la dichiarazione del proprietario che dà l’assenso all’inizio dei lavori, le fatture delle spese pagate, le ricevute dei bonifici effettuati, la stampa dell’email dell’ENEA che contiene il codice CPID che ha al suo interno la scheda descrittiva dell’intervento, le attestazioni di prestazione, le schede tecniche delle componenti e l’asseverazione.

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